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Rapinatore incastrato dal nuovo sistema che "riconosce" i volti dei criminali: arrestato

A condurre le indagini sono gli uomini della Sesta sezione della Squadra Mobile di Milano

Repertorio

E' stato incastrato da un nuovo sistema in dotazione alla polizia Scientifica di Milano e quindi agli investigatori della Mobile: il Sari - Sistema di riconoscimento automatico delle immagini - che ha permesso di trovare il suo volto in un database di oltre 16 milioni di file fotografici e dattiloscopici. Il tutto in soltanto un un secondo e mezzo. Per la prima volta a Milano il Sari, usato da pochi mesi, ha contribuito ad arrestare un criminale. Si tratta di un rapinatore seriale di farmacie. L'uomo, un italiano di di 39 anni, M.D., ha colpito tre volte in pochi giorni - 2., 3 e 19 settembre - sempre negli stessi giorni e in zona Crescenzago.

A condurre le indagini sono gli uomini della Sesta sezione della Squadra Mobile di Milano, guidati dal Massimiliano Mazzali. I poliziotti, anche con il supporto di un altro super sistema usato dagli investigatori, il key crime, hanno accertato che il rapinatore agiva sempre seguendo lo stesso schema: entrava a volto scoperto e con un berretto da baseball in testa, fingeva di avere una pistola nascosta dietro la schiena e si faceva consegnare l'incasso. 

Capita la serialità, per individuare il malvivente è stato fondamentale il supporto del Sari. L'applicazione da un frame, di uno dei video di sorveglianza di una delle farmacie, ha individuato un elenco di 'possibili candidati'. Poi sono stati i 'segugi' della Mobile ha verificare quanto indicato dal sistema. Il 39enne, residente a Pioltello (Mi), è stato riconosciuto dai titolari e dai dipendenti delle farmacie assaltate. Nella sua abitazione sono stati rinvenuti gli abiti usati per commettere i colpi. Quando sono arrivati i 'Falchi' per arrestarlo, lunedì sera, era pronto ad abbandonare il suo appartamento. Braccato dagli agenti ha ammesso le sue colpe.

Video: come funziona il Sari

"Nel giro di pochi secondi il sistema restituisce, grazie al suo algoritmo, una serie di 'candidati colpevoli' che servono agli investigatori per fare le verifiche", ha spiegato la dirigente della polizia Scientifica, Angela Lauretta. "Poi lo stesso sistema fornisce una percentuale di corrispondenza, e quindi più l'immagine usata per la circa è nitida più elevata sarà la possibilità di alzare la percentuale di corrispondenza"

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Commenti (3)

  • grazie alla tecnologia in un secondo e mezza mandiamo in galera la feccia.

  • un plauso alla tecnologia, e un merito alla squadra mobile per l'operato!

  • Tutto molto più chiaro adesso, grazie.

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