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Allarme legionella a Milano, diversi palazzi in zona Loreto a rischio infezione

Le analisi hanno accertato la presenza del batterio nelle tubature dell'acqua calda

Il batterio della Legionella

Paura legionella a Milano. Nei giorni scorsi è stata accertata la presenza del batterio all'interno delle tubature dell'acqua calda di un palazzo in zona Loreto, fra via Palestrina e via Venini. La notizia è stata riportata sulle colonne del Corsera in un articolo firmato da Giovanna Maria Fagnani.

Il batterio è stato trovato all'interno dell'impianto dell'acqua calda dell'edificio al civico 16 di via Palestrina, successivamente è stato scoperto che si annidava anche nei tubi di altri palazzi, in particolare dal 18 al 22 in via Palestrina e poi al 14 di via Venini. Condominio in cui abitano oltre duecento famiglie, tra cui numerosi anziani e in cui hanno sede diversi uffici e studi di professionisti.

E proprio nell'estate del 2018, quando a Bresso si era diffusa un'epidemia di legionellosi, un anziano residente di via Palestrina ha cominciato a manifestare i sintomi dell'infezione che può sfociare in polmoniti e provocare gravi complicanze polmonari. I medici lo definirono un "paziente fragile" e questo aveva messo in moto il servizio di prevenzione dell'Ats che aveva monitorato la situazione — rimasta sotto controllo, senza nessun nuovo caso accertato — e poi aveva avviato la procedura dei controlli a campione. Le analisi, come riportato dal Corsera, sono state svolte ad aprile e visti gli esiti, l'amministratore del condominio ha avvisato gli inquilini. Nessuna complicanza, invece, per l'anziano che adesso sta bene e si è rimesso.

La santificazione è scattata il 6 maggio, tutti gli inquilini sono stati invitati a sostituire o pulire i rompimento dei rubinetto e i soffioni delle docce. Inoltre sono stati diffusi i consigli dell'Ats su come evitare il contagio.

Legionella: cos'è

La malattia, che consiste in un'infezione scatenata dal batterio Legionella pneumophila, ha come sintomi difficoltà respiratorie di vario tipo, tra cui tosse e presenza di catarro, dolore al petto, mal di testa, aumento del ritmo respiratorio, febbre, brividi e dolori muscolari. Nei casi più gravi la patologia sfocia in una polmonite, ma anche se raramente può risultare fatale, una diagnosi tempestiva consente ai contagiati di guarire attraverso un trattamento antibiotico specifico. 

Cause della malattia

Il batterio responsabile della malattia dei legionari viene trasmesso all'uomo quando l'acqua contaminata, nebulizzata, viene inalata. La Legionella pneumophila, in particolare, vive all'interno di bacini idrici di vario tipo - acque sorgive, termali, fluviali, lacustri - che abbiano una temperatura compresa tra i 25 e i 55 ° C - soglie al di sotto e al di sopra delle quali non sopravvive. Fondamentale per il contagio è comunque il grado di concentrazione dei batteri, che per risultare pericolosi per l'uomo devono essere riusciti a diffondersi conolizzando serbatoi, fontane, piscine, tubature o impianti idrici.

Diffusione dell'infezione

La legionellosi viene contratta inalando le goccioline di acqua infetta, che una volta all'interno dell'apparato respiratorio diffondono le legionelle. Non è quindi possibile prendere questa malattia da persone che ne sono affette, né bevendo o utilizzando acqua contaminata per cucinare. Filtri vecchi e sporchi degli impianti di aria condizionata possono essere invece fonte della diffusione dei batteri responsabili dell'infezione. Tra i soggetti maggiormente a rischio i fumatori, gli anziani, gli immunodepressi, i cardiopatici e le persone con patologie respiratorie croniche.

Come evitare il contagio

La legionellosi è una malattia rara, con un tasso di contagio estremamente basso, che si aggira intorno al 5%. In caso di presenza di serbatoi o impianti idrici contaminati, in ogni caso, per evitare di prendere la malattia è bene non esporsi al vapore acqueo, pulire e cambiare spesso filtri di rubinetti e aria condizionata. Oltre alla bonifica dei bacini idrici, un altro metodo per annientare i batteri consiste nello scaldare l'acqua sopra ai 55 °. Se si pensa di aver inalato acqua contaminata e si riscontrano i sintomi della malattia, è necessario rivolgersi subito al proprio medico curante o andare al pronto soccorso.

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