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Gli ex bagni pubblici occupati: dovevano diventare una moschea

Si tratta di una delle tre aree assegnate dal comune ad associazioni per trasformarle in luoghi di culto. Poi le assegnazioni vennero ritirate

Il cancello degli ex bagni pubblici (foto Piscina)

Dovevano diventare una moschea, poi non se n'è fatto più niente: ora gli ex bagni pubblici di via Esterle (zona Turro) sono stati occupati. Lo segnalano dal Municipio 2.

Secondo le informazioni, ad occupare sarebbero stati un gruppo di anarchici non meglio identificati, insieme ad immigrati. L'edificio era chiuso con una saracinesca, che però è stata divelta. 

La Digos indaga per capire esattamente la consistenza dell'occupazione e gli autori, che però non dovrebbero essere gli stessi sgomberati di recente dalla vicina via Fortezza. Samuele Piscina, presidente del Municipio 2 ed esponente della Lega Nord, chiede all'assessorato alla sicurezza di Milano di portare la questione al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza e di programmare lo sgombero al più presto. 

Via Esterle era stata scelta, insieme ad altri due spazi a Milano (via Marignano ed ex Palasharp), per la realizzazione di nuovi luoghi di culto non cattolici. A settembre 2015, gli ex bagni erano stati assegnati alla Casa di cultura islamica attualmente in via Padova 144, dopo l'esclusione di una associazione di bengalesi per un precedente contenzioso in corso col comune. Ma poi, partendo da presunte irregolarità riscontrate sui vincitori dell'area dell'ex Palasharp, l'assessore al welfare Pierfrancesco Majorino ritirò le assegnazioni come autotutela per il comune. Fu la fine (almeno per il momento) del discorso moschee a Milano.

Nel frattempo era entrata in vigore la discussa legge regionale sui luoghi di culto, che prevede norme assai stringenti (per alcuni, troppo stringenti) dal punto di vista urbanistico: una caterva di nuove regole, burocrazie, regolamenti comunali e, in alcuni casi, referendum prima di potere aprire un luogo di culto in Lombardia. Il governo impugnò la legge regionale e la corte costituzionale diede in parte ragione a Roma, in parte al Pirellone.

E gli ex bagni pubblici di via Esterle, di proprietà del comune di Milano, sono rimasti abbandonati.

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